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La Val Resia per le sue bellezze naturali ed
incontaminate; per le sue peculiarità culturali quali: le
origini, il dialetto, il ballo, la musica, gli usi e i
costumi che la caratterizzano in modo quanto mai marcato,
da sempre ha rappresentato un luogo dove poter trascorrere
rilassanti giornate in sintonia con la natura e il luogo.
Questo modo di gustare la Valle viene celebrato in
particolare il lunedì di Pasqua quando centinaia e
centinaia di turisti prendono d’assalto prati boschi e
fiumi per il tradizionale pranzo all’aperto che saluta
l’inverno e da il benvenuto alla attesa primavera.
Una “invasione” gioiosa spensierata che comunque nel tempo
ha dato anche qualche problema, scarsa attenzione per
l’ambiente, disattenzioni di cui una molto grave che ha
innescato, circa dieci anni fa, un incendio che distrusse
gran parte del patrimonio boschivo, lato nord di
Stolvizza, e le cui conseguenze sono ancora purtroppo ben
visibili a distanza di tanti anni dall’episodio.
L’associazione “ViviStolvizza” tre anni fa ha voluto dare
un segnale ambientale organizzando una iniziativa chiamata
“Degustazione del capretto in Val Resia” tesa a dare
segnali positivi di accoglienza ai turisti e nello stesso
tempo innescare un progetto che potesse valorizzare, oltre
che l’aspetto ambientale della valle, anche le sue risorse
ricettive, agro-alimentarie zootecniche.
Il progetto molto semplicemente prevede l’organizzazione
in diversi luoghi della Valle dei punti ristoro – alberghi
e ristoranti dove ci sono ma anche posti creati per
l’occasione come a Stolvizza – dove è possibile gustare
capretto resiano e prodotti della Valle.
La proposta, quanto mai accattivante, ha riscosso subito
molto interesse e già lo scorso anno le richieste hanno
superato l’offerta per cui l’associazione “ViviStolvizza”
si sta da tempo impegnando per allestire al meglio la
terza edizione con lo scopo di mettere definitivamente le
basi ad un progetto che può significare molto per lo
sviluppo del territorio resiano.
E’ notevole la ricaduta attuale sul sistema economico
della Val Resia, ma ben più importante potrebbe rivelarsi
per il futuro. Val la pena ricordare:
- Promozione del territorio in tutte le sue potenzialità
ambientali culturali il Parco
- Forte impulso dato alle attività di ricezione di tutta
la Valle;
- Commercializzazione dei prodotti del territorio, in
particolare quelli di nicchia;
- Incentivazione degli allevamenti caprini e dei
prodotti caseari.
In particolare il capretto della Val Resia da sempre è
conosciuto in Regione per le sue qualità che lo fanno
preferire ad animali provenienti da altri territori.
L’obiettivo primario di questa iniziativa è proprio quello
di ridare alla carne di capretto della Valle quella
visibilità e quella pubblicità che potrebbero significare
il nuovo trampolino di lancio per una produzione che sta
già riprendendo in modo molto significativo.
Insomma una piccola proposta dalle belle prospettive,
ancora un tassello per ricostruire questo complesso puzzle
che è l’economia della montagna, un territorio che ha
estrema necessità di incentivazioni e di sostegno per
riprendere un cammino che possa essere per giovani e meno
giovani di sviluppo e di speranza.
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